lunes 16 de junio de 2008

Sinceramente, se la Madonna rideva, venivo

Una geniale sequenza di Massimo Troisi, dal film "Scusate il ritardo" (1983).

Vincenzo (Troisi): No, che c'entra, mica voglio dire che la Madonna è.. nun c'ha facc, è nu fatt mio, cioè so' io che sto così, e voglio vede' gente nu pocu cchiù... ca se fa... Sinceramente, se rideva ci venivo.
Don Pietro: Sì, la Madonna rideva!!
Vincenzo: Perché? Sempre miracolo è. Cioè na statua o ride o piange è nu miracolo. Però non lo so, pare che.. uno che va a vere' te miette... Non lo so, secondo me era meglio pure per voi, perché accussì o professore e' Napoli s'aveva sta' sulu zitto, perché il legno può trasudare mica può ridere. Si è mai visto un albero o una sedia che per improvviso cambiamento di temperatura "Ahahah", l'alberu cca seggia "Hai visto? È cambiato il tempo" No, perché è impossibile.

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miércoles 4 de junio de 2008

Illuminante...

"E’ forse questo che si cerca nella vita, nient’altro che questo, la più gran pena possibile per diventare se stessi prima di morire."

da "Viaggio al termine della notte"
Louise-Ferdinad Céline

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miércoles 21 de mayo de 2008

A' livella

"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?.

Tu qua' Natale...Pasca e Ppifania!!!
T'o vvuo' mettere 'ncapo...'int'a cervella
che staje malato ancora e' fantasia?...
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella."

Antonio De Curtis - Totò

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domingo 20 de abril de 2008

La ciudad en ruinas

"¿Para que intentar huir y dejar atrás la ciudad donde caíste? ¿Por la vana esperanza de que en otro lugar, en un clima más benigno, ya no te dolerán las cicatrices y beberás agua más limpia? A tu alrededor se alzarán las mismas ruinas de tu vida, porque allá donde vayas llevarás a la ciudad contigo."

Lucía Etxebarría

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sábado 16 de febrero de 2008

Argonauta della Scadenza


Nel corso della vita di ciascuno ci sono dei momenti "rivelatori", vere e proprie epifanie, che si impongono sulla tenebrosa mediocrità dei restanti con la luminosa prepotenza di una fotoelettrica dei pompieri nel bel mezzo di una notte di tempesta. Momenti che oserei definire"sacri", in quanto si costituiscono come porte che dalla realtà triviale e profana danno accesso ad una dimensione altra e privilegiata dell'esistenza, dove ci eleviamo ad uno stato pù elevato di coscienza e abbiamo la sensazione di cogliere, e per un attimo intuire, il panico fluire del'universo che ci circonda.

Ad esempio come quando stai cercando la pinzetta con la quale sei solito risolvere il tetris che i peli della tua barba giocano con gli strati più superficiali dell'epidermide, e t'imbatti in una scatola di preservativi che giace sul fondo del cassetto, come il mitico baule dei pirati riposa sul fondo del Mar dei Caraibi.

E' così che ai confini più remoti di quella landa desolata che ti ostini a chiamare cervello si affaccia all'improvviso una domanda, un dubbio ancestrale, soffocante come la canicola madrilena e penetrante come l'umidità padana, imprevedibile e apocalittico come un'onda oceanica che ti trascina nel più profondo dei tunnel introspettivi. Saranno scaduti?

Aggiungere qualsivolgia commento alla domanda sarebbe un gesto esecrabile, come infierire su un moribondo. All'improvviso, e senza possibilità di appello alcuna, realizzi che hai toccato il punto più lontano nella tua orbita intorno al Sesso. Distante anni luce da quella stella radioattiva, metronomo galattico che scandisce il tempo di rotazioni fisiche e sentimentali rivoluzioni.

Leggi la data di scadenza: stampato a pressione sulla parte inferiore riconosci i caratteri 2010-03. Sospiri.

Meno male. Hai ancora due anni di tempo.

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